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Tuscania - Cenni Storici

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         Cenni Storici
 Tuscania - Cenni StoriciRACCE di antichi insediamenti in quello che è oggi il territorio di Tuscania (Tavola 2) risalgono con molta probabilità al IX sec. a. C. presso il colle di S. Pietro, sebbene i primi segni di presenza umana nel territorio ci riportino indietro nel tempo all'era preistorica (III, II mill. a. C.). Alla civiltà etrusca, le cui prime testimonianze (VIII a. C.) sono ancora visibili sul colle dell'acropoli e nelle vicine necropoli, è data la paternità di Tuscania (il nome etrusco non è tramandato) che giungerà alla sua massima espansione tra i sec. IV e III come centro nevralgico della comunità etrusca dell'entroterra. Se ancora nel VII a. C. Tuscania risulta sotto l'egemonia della vicina Tarquinia, in seguito alla crisi della politica etrusca del V a. C., la città diviene importante snodo commerciale tra la costa e l'interno della regione. Tuscania etrusca si ergeva attorno e sopra il colle di S. Pietro e compreso tra il fiume Marta, il fosso Sette Cannelle e il torrente Maschiolo; sul colle sorgeva l'acropoli, centro religioso dell'abitato. Con l'espansione romana (III a. C.) Tuscania viene compresa all'interno della circoscrizione della Tribù Stellatina e, dopo la guerra sociale dell'88 a. C., la città si trasforma in un municipio la cui organizzazione interna è sorretta dal potere di poche e potenti famiglie. Il borgo si sgretola in una serie di ville nella campagna per quanto siano stati ritrovati anche resti archeologici di templi, terme ed altri edifici pubblici. La Tuscana del periodo imperiale è un florido centro di produzione per il mercato di Roma e con l'affermarsi del cristianesimo nasce la prima diocesi (la prima documentazione certa è del 595 con la menzione in un documento ufficiale di uno dei primi vescovi). Come conseguenza dell'occupazione carolingia nel 774, Tuscana venne considerata all'interno di quel Patrimonio di S. Pietro in Tuscia che sarebbe poco tempo dopo divenuto uno dei primi possedimenti dello Stato della Chiesa; la primitiva basilica di S. Pietro risale proprio a questo peridodo. I confini del borgo erano segnati da un lato dalla chiesa di S. Maria Maggiore e dall'altro dal colle del Rivellino mentre la sede vescovile di S. Pietro cresceva in splendore ed importanza.



Veduta di Tuscania: le basiliche di San Pietro e
di Santa Maria Maggiore con sulla sinistra il colle del Rivellino
con i ruderi del palazzo comunale.
Torre di Lavello, Palazzo Spagnoli, Via degli Archi


Tuscania - Panorama
Tuscania - Antologia


La Tuscania del secondo medioevo (XII-XIII sec.) è invece una fiorente città comunale forte del suo sviluppo demografico ed economico; la costruzione del palazzo comunale del Rivellino, di cui oggi possiamo ammirare solamente i ruderi, ne è senza dubbio la prova più importante. Il comune ragginge quindi il suo massimo sviluppo ma con l'elezione al soglio papale di Bonifacio VIII le sorti della città mutano improvvisamente e nel 1300 il borgo viene assoggettato e sfiancato dalle forti tasse. Tuscanella conosce il suo giorno più buio nel giugno del 1495 quando i soldati di Carlo VIII di Francia la saccheggiano e la danneggiano fortemente. La popolazione si rifugia all'interno delle odierne mura e il borgo si impreziosisce nei secoli successivi. Il 12 novembre del 1911 un Regio Decreto muta definitivamente il nome Tuscanella in Tuscania. Grande rilievo nella riscoperta dell'area archeologica di Tuscania ebbe la famiglia Campanari, Vincenzo (1772-1840) con i figli Carlo (1800-1871), Secondiano (1805-1855) e Domenico (1808-1876) che tra il 1828 e il 1845 circa intrapresero una serie di scavi nella zona. Tra i loro meriti più grandi va certamente ricordato, oltre il prezioso lavoro nei cantieri di scavo, quello di aver fatto conoscere la cultura etrusca attraverso importanti allestimenti espositivi e museali da essi stessi curati tra i quali è celebre l'esposizione londinese del 1837.



Tuscania Antologia: da sinistra, San Francesco, La Fontana delle Sette Cannelle,
San Giacomo, Santa Maria Maggiore


Tuscania - Antologia



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